Rapportato agli altri lavori italiani, questo è un gran film. Rapportato invece al cinema internazionale è un film molto piacevole. Film decisamente atipico comunque, somigliante a molti, uguale a nessuno, sicuramente molto coraggioso per quello che propone, ma non esente da qualche difetto.

Se Mainetti è riuscito a creare un supereroe italiano là dove per esempio Salvatores aveva toppato alla grande con “il ragazzo invisibile”, ed è già questo un gran merito per il regista, dall’altro lato la trama non è per nulla nuova, lo svolgimento abbastanza scontato, e il film ti prende grazie alla regia ironica e sensibile perché riesce ad unire nello stesso film scene dure a scene umane, ma soprattutto ti prende per le interpretazioni del cast perfettamente immedesimati nelle parti e non a caso 5 dei 7 premi David di Donatello sono andati agli attori.

Nessuna americanata, nessun effetto speciale straordinario,e  non aspettatevi, per fortuna direi, azione in stile Marvel. Resta un film con un messaggio tanto semplice quanto efficace con un tema principale, di sicuro non innovativo, ma molto attuale.

E’ il dramma di una ragazza che dopo aver subito abusi si rinchiude in se stessa, creandosi un mondo di fantasia per non soffrire più del suo passato, è il dramma di un piccolo delinquente che trova in questa ragazza l’amore e la voglia di redimersi, è il dramma del disagio sociale dilagante della società moderna dove non devi avere per forza dei superpoteri per emergere, ma solo forza di volontà, carattere e amore, elemento imprescindibile delle nostre vite e della cinematografia in generale.

Non mi è piaciuto tanto il lato splatter e le scene di sesso evitabilissime per un film che vuole rifarsi ad un fumetto, così come alcuni dialoghi “masticati” in cui si capiva poco, splendida invece la scelta della colonna sonora decisamente retrò, ma efficace nel contesto. Resta comunque un film talmente “particolare” che a mio avviso andrebbe rivisto più volte per capirne le tante sfumature e farselo piacere ancora di più.

VOTO 7.5

Paolo Condurro

Lo chiamavano Jeeg Robot – Un film cuore e acciaio
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